Cosa sapere prima di trasferirsi in UK

(English version: https://camyinwonderworld.blog/2019/05/30/what-to-know-before-moving-to-the-uk/)

Come forse saprete il mio è un blog di viaggi e lifestyle, quindi non tratto solo il tema dei viaggi ma scrivo anche della mia vita in Scozia. Ho deciso di tradurre questo blogpost in italiano, anche se di solito scrivo in inglese, perché penso sia più utile, dato che parlo del mio trasferimento dall’Italia al Regno Unito.

Se avete letto la sezione “About me” (https://camyinwonderworld.blog/about-me/) o i post precedenti saprete che quasi tre mesi fa mi sono trasferita dall’Italia alla Scozia con il mio fidanzato (e il nostro gatto) perché mia nonna è scozzese e ha una casa qui, anche se abita in Italia. Ci siamo trasferiti per fare un’esperienza di vita: io ho sempre amato questo paese fin da quando ero una bambina. Laureandomi l’anno scorso non avevo più niente da perdere lasciando l’Italia (anche se in realtà ho studiato in Svizzera, ma comunque a un’ora da casa). Ero pronta per partire. Il mio fidanzato invece era insoddisfatto del suo stile di vita, di svegliarsi alle 5 e tornare a casa dal lavoro alle 7, dopo aver sprecato più di due ore al giorno in macchina (fate voi quante sono in un anno), fermo nel traffico, senza avere mai tempo per fare nulla, se non nel weekend. Dato che so abbastanza bene l’inglese, perché mia nonna mi ha sempre parlato nella sua lingua fin da quando ero piccola, io non sto facendo lezioni, invece il mio fidanzato sta frequentando le sue quattro volte a settimana (gratis, sono offerte dal Council). Comunque, quasi tre mesi fa io ho messo la mia casa in affitto, abbiamo preparato Minnie per il viaggio ed eccoci qui, a vivere questa esperienza. Ogni tanto non ci sembra vero. Non sappiamo quanto tempo resteremo qui, essendo due Gemelli cambiamo idea abbastanza in fretta…Ahah! Ma ho sempre amato la Gran Bretagna e ora sono felice di essere qui: io sto cercando un lavoro e il mio fidanzato lo farà una volta migliorato l’inglese (tanti direbbero che è paradossale imparare l’inglese in Scozia… 😀 )

Vorrei che questo blogpost fosse una guida. Personalmente cercavo questo tipo di post prima di trasferirmi, quindi spero che qualcuno che sta pensando, o solo sognando, di trasferirsi in Gran Bretagna lo trovi utile. Ne ho anche scritto uno su come portare il vostro gatto in UK, per ora solo in inglese (https://camyinwonderworld.blog/2019/04/14/what-to-know-before-bringing-your-cat-to-the-uk/ ) se doveste avere bisogno della traduzione, sarei felice di farvela. Ovviamente con la Brexit tante cose cambieranno quindi per favore controllate sempre sul sito del governo britannico gli aggiornamenti riguardo alle varie tematiche (https://www.gov.uk/) perché io parlero’ solo della mia esperienza.

1. Il viaggio

Andando a fare il check-in di Minnie, a Rotterdam

Tra tutti i mezzi che ci avrebbero potuto portare in UK noi personalmente abbiamo scelto la macchina, perché volevamo avere un nostro mezzo qui. Si’, si potrebbero usare il bus o il treno, ma abbiamo preferito venire con la macchina perché è molto comodo averne una, sia per fare la spesa, sia per visitare le Highlands in libertà (nel nord della Scozia, un paradiso sconfinato di natura. Ho scritto un post sul nostro viaggio di tre giorni li’ https://camyinwonderworld.blog/2019/04/03/scotland-my-beloved-scotland/) sia per andare al lavoro. L’altra ragione per cui abbiamo deciso di venire qui con una macchina è il nostro gatto, infatti abbiamo preso la nave da Rotterdam verso Hull, nel nord dell’Inghilterra, dove il nostro gatto era ben accetto, a patto che viaggiasse su una macchina (stessa cosa per i cani).

La nostra cabina sulla nave: ho dormito piuttosto bene (sotto 😛 )
Prima di partire, sul ponte dell’enorme ferry P&O

Non volevamo mettere Minnie su un aereo perché quel tipo di viaggio è veramente stressante per gli animali, pero’ ho letto altri blog in cui gli autori avevano portato i loro animali con l’aereo e tutto era andato a buon fine. Se avete intenzione di trasferirvi in una grande città (senza animali) io forse vi consiglierei di raggiungere il Regno Unito con l’aereo, perché le città sono ben collegate (noi non siamo in una città). Eviterei lo stress di viaggiare per quasi 19 ore, tra macchina e nave (1891km). Forse. Io amo avere la mia macchina (vergogna per il lato green, lo so, shame on me).

Quasi arrivati dopo quasi 2000km, che emozione!

2. La casa

Riguardo a questo punto siamo stati molto fortunati perchè, come ho detto sopra, mia nonna ha una casa qui, quindi non dobbiamo pagare l’affitto: solo le bollette (che purtroppo sono molto salate perché qui è tutto elettrico, quando cercate casa evitate questo tipo di appartamenti). Sfortunatamente quindi non so consigliarvi molto a riguardo. So che molti ragazzi che vengono in UK di solito stanno da parenti o amici (o in un ostello) le prime settimane, mentre cercano un alloggio definitivo. Io comunque vi consiglio i siti https://www.rightmove.co.uk o https://www.gumtree.com. Avere una sistemazione è molto importante, sia per aprire un conto in banca sia per avere il vostro NIN . Continuate a leggere!

3. NHS (National Healthcare Service)

Una delle prime cose che abbiamo fatto una volta arrivati in Scozia è stato registrarci con l’NHS, il sistema sanitario nazionale. Siamo andati nell’ambulatorio locale e la segretaria ci ha dato un modulo da compilare e riconsegnare insieme ai nostri passaporti. Dopodiché avremmo ricevuto al nostro indirizzo, qui in UK, una lettera con un invito a fare una visita gratuita. Infatti, dopo meno di una settimana, abbiamo ricevuto la lettera e abbiamo quindi chiamato l’ambulatorio per prenotare le nostre visite. Fare la visita è molto semplice, bisogna portare con sé un campione di urina e un modulo già compilato, contenente informazioni sulla vostra salute. Non abbiamo dovuto pagare niente e settimana prossima ho un appuntamento per una prescrizione. Settimana scorsa invece sono andata dal dentista a fare la pulizia dei denti e ho speso solo 26 sterline. Se avessi approfittato della mia registrazione al NHS ne avrei pagate solo 11, ma era così poco rispetto a quanto pago in Italia che non l’ho fatto (il percorso sarebbe stato più lungo).

3. NIN (National Insurance Number)

Per poter lavorare in UK bisogna avere un NIN (letteralmente “Numero di assicurazione nazionale”), da fornire al proprio datore di lavoro per pagare le tasse come qualsiasi cittadino britannico. Ottenere il nostro è stato abbastanza facile. Per prima cosa ho chiamato per prenotare il nostro appuntamento (ho trovato il numero in un Jobcentre del paese in cui abitiamo, non lo divulgo qui perchè non è lo stesso per tutti, cambia da zona a zona, potete trovare il vostro facilmente online). Durante la chiamata con il call centre vi sarà chiesto se state chiamando per voi stessi o per qualcun altr0 (io ho preso appuntamento sia per me sia per il mio fidanzato), vi sarà chiesto di fare lo spelling dei vostri dati, di spiegare perché volete il NIN (Facile: “Vorrei iniziare a lavorare”) e la data di arrivo in UK. Vi daranno inoltre un numero di riferimento: conservatelo in un posto sicuro perché è molto importante, dovrete portarlo con voi al colloquio. L’operatore vi elencherà cos’altro dovrete portare con voi e vi chiederà l’indirizzo di casa (qui in UK), così da mandarvi una lettera, che dovrete sempre portare all’appuntamento. Mi raccomando, date l’indirizzo giusto perché è indispensabile ricevere quella lettera. Come ultima cosa concorderete una data in cui siete disponibili e vi sarà dato l’indirizzo del centro in cui dovrete presentarvi. Noi siamo dovuti andare a Glasgow (40 minuti da dove abitiamo). Quindi cosa bisogna portare al colloquio?

  • Numero di riferimento (che vi è stato dettato al telefono)
  • Lettera che vi è stata mandata a casa
  • Documenti che provino che abitate all’indirizzo fornito (bollette intestate a voi, pagamento della Council Tax, contratto d’affitto, etc.)
  • Passaporto o altro documento con fototessera

Noi abbiamo portato la lettera che attestava la nostra registrazione al NHS, oltre a diverse bollette intestate a mia nonna, una scannerizzazione del suo passaporto e una sua dichiarazione che attestava che io e il mio fidanzato abitiamo nella sua casa. Ma hanno voluto solo la registrazione al NHS (con il nostro nome e indirizzo di casa sulla busta, ecco perché è importante avere una sistemazione). Dopo aver ricevuto la conferma dei nostri appuntamenti (consecutivi, io alle 9am, il mio ragazzo alle 9.15am) a casa, abbiamo fatto il colloquio al Laurieston Jobcentre di Glasgow. Un impiegato molto gentile ci ha accolto insieme, anche se al telefono mi era stato detto che avremmo dovuto sostenere il colloquio individualmente. Ci sono state chieste le classiche domande: quando siamo arrivati in UK, se siamo mai stati sposati, se abbiamo figli, perché vogliamo un NIN, etc. Una volta concluso il colloquio l’impiegato ci ha detto che avremmo ricevuto via posta il nostro NIN sei settimane dopo (di solito ci vuole meno tempo, ma era un periodo frenetico). Inoltre ci ha dato un foglio che attestava che ci eravamo presentati al colloquio e che i nostri NIN erano in arrivo: ci sarebbe stato utile in banca, per aprire un conto corrente, non poteva assicurarci che sarebbe stato sufficiente, ma era comunque una sicurezza in più. Comunque abbiamo ricevuto il nostro NIN molto prima del previsto, circa un mese dopo il colloquio. Prima è arrivato il mio e qualche giorno dopo quello del mio ragazzo.

4. Conto in banca

Due settimane fa siamo andati nella filiale della Bank of Scotland del nostro paese per chiedere di aprire un conto scozzese. Abbiamo portato con noi i passaporti, i nostri NIN, delle bollette intestate a mia nonna e la sua dichiarazione (che già avevamo portato a Glasgow per il colloquio), insieme al foglio fornitoci dall’impiegato del Jobcentre. Putroppo ci hanno detto che questi documenti non erano sufficienti ad aprire un conto. Quando cominceremo a lavorare dovremo portare una lettera in cui il nostro datore di lavoro conferma che siamo suoi dipendenti. Una bolletta intestata a noi sarebbe stata sufficiente per aprire il conto, quindi vivere nella casa di mia nonna è comodo perché non paghiamo l’affitto ma avere bollette a nome proprio (noi le rimborsiamo i soldi, quindi le bollette non sono a nostro nome) è molto comodo sia per avere il NIN sia per aprire un conto in banca (ovvio, risparmiare sull’affitto è ancora meglio, ma vediamo il lato positivo delle cose). Ho saputo che in altre banche non è così, in teoria non richiedono la lettera dell’employer, ma noi abbiamo chiesto solo alla Bank of Scotland perché in ogni caso possiamo usare i nostri conti italiani nel frattempo. Anche se di sicuro perdiamo dei soldi con il cambio.

Questi quattro punti sono le cose più importanti che mi sono venute in mente, ovviamente potremmo parlare per ore del trasferirsi dall’Italia al Regno Unito, delle differenze culturali, del meteo, degli stili di vita diversi, del costo della vita… E lo faremo. Sicuramente questo non è il mio ultimo blogpost su questo tema. Se vi dovesse servire qualcosa non esitate a chiedere. Saro’ felice di aiutarvi, se posso.

Seguitemi su Instagram se volete seguire la mia vita in Scozia (@camyinwonderwblog)!

xx

Camy

2 thoughts on “Cosa sapere prima di trasferirsi in UK

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