5 cose che mi mancheranno della Scozia, 5 cose che mi sono mancate dell’Italia

Settimana prossima l’anno di vita in Scozia giungerà al termine (salvo catastrofi e/o cambiamenti governativi). E’ stato un anno importante: ho lavorato, ho fatto il mio Master (purtroppo finito in modo improvviso e brusco) e ho conosciuto cari amici, scozzesi e non. So già che la Scozia mi mancherà da morire, e stasera mentre facevo una passeggiata post-tramonto in spiaggia, quando c’è pochissima gente, mi è partita la vena malinconica e ho pensato a cosa mi mancherà esattamente di questo paese. E poi, per parità, scrivero’ anche 5 cose che mi mancano/sono mancate dell’Italia in questo anno e un mese. Partiamo da ciò’ che mi mancherà della Scozia.

  1. Il mare fuori casa

Quest’anno mi sono abituata ad aprire la porta di casa, attraversare la strada, e ad essere in spiaggia, ad annusare l’aria buona di mare, il profumo di alghe, sentire i gabbiani che cantano e fare picnic nelle giornate di sole. A comprare il gelato dal van dei gelati e a fare corse sferzate dal vento. Anche se sono cosi fortunata da abitare in una parte meravigliosa dell’Italia, l’aria di mare è l’aria di mare…e mancherà!

2. l’isola di Arran

Quest’anno l’isola di Arran è stata una destinazione frequente, e sempre una boccata d’ossigeno. E’ il posto dove ho trascorso il mio 24esimo compleanno, dove ho passato Pasqua con amici, dove andavo nelle giornate off dal lavoro. La spensieratezza da vacanza partiva già quando si prendeva il traghetto da Ardrossan, per la breve traversata di un’ora. E’ un’isola meravigliosa, chiamata da molti “Scozia in miniatura” o “le Highlands scozzesi in miniatura”. Ci ero stata più volte da piccola con la famiglia, quando venivamo a trovare la mia bisnonna, ma quest’anno l’ho conosciuta nel vero senso del termine: l’ho girata, me la sono goduta, e so quali dei suoi punti vorrei ancora esplorare. Speravo di godermela in queste vacanze di Pasqua, ma il Coronavirus aveva altri programmi.

3. I mezzi pubblici

Quest’anno mi sono appassionata al treno come mezzo di trasporto. La stazione dove prendere il treno per Glasgow, Edimburgo, (o per dovunque insomma) è a 8 minuti di cammino da casa. La RailCard per i giovani nella fascia di età 16-25 costa 30 pounds all’anno e garantisce sconti favolosi sulle tratte. Quest’anno andare a Glasgow nei weekend o nei miei days off dal lavoro era una tradizione: andare nel West End con la Subway era comodo perchè ti permetteva di bere senza preoccuparti di dover guidare al ritorno. Nella zona dove abito io in Italia invece devo guidare 30 minuti per raggiungere la stazione più vicina per poter andare, per dire, a Milano. E c’è solo un bus ogni ora.

Vodka Wodka cocktail bar with beer garden, Glasgow’s West End

4. La vasca da bagno

Okay, questo è un punto un po’ superficiale, e riguarda più la casa qui che la Scozia in sé, ma mi mancherà tantissimo potermi fare un bel bagno caldo con i sali o i prodotti di Lush, perchè a casa in Italia ho solo la doccia. Sigh. Dovrò farmi ospitare da qualche parente e chiedere in prestito la vasca.

5. La TV britannica

Già mi viene male al pensiero di tornare e non avere tutti quei programmi interessanti e ben fatti che ci sono qui, più o meno seri. I documentari sulla Scozia (Secret Scotland con Susan Calman), e sulla Gran Bretagna in generale, i programmi sui restauri delle case o sulle nuove vite all’estero degli expat britannici (Homes under the Hammer, A new life in the sun, Escape to the Country etc), i programmi di cucina e sui b&b (Come dine with me, Four in a bed), BBC News…e non Studio Aperto, con i servizi con la voce patetica e le rubriche idiote. Sulla TV italiana non trovo mai niente da vedere (anche se so che ovviamente anche li ci sono bei programmi ben fatti) e i programmi maschilisti con la “carne da macello”, come diceva mio nonno, mi fanno venire l’orticaria: letterine, veline, i quiz di Bonolis dove i cameramen si abbassano per riprendere quasi tra le gambe delle ballerine. Mi piacerebbe mettere la parabola che ha messo mia nonna a casa sua per vedere la TV British. Cosi saro’ alienata dalle notizie italiane…LOL.

5 cose che mi mancano dell’Italia

  1. Il sole

Questa era abbastanza prevedibile, vero? Qui in Scozia il sole è stato generoso e presente da Aprile a Ottobre 2019 e poi…disastro, il periodo da novembre a marzo è veramente duro: la mancanza di sole si faceva sentire a livello di umore, quindi senz’altro mi farà piacere tornare a godermi il meteo italiano con più relax. Dovete sapere infatti che in Scozia al primo raggio c’è una corsa contro il tempo per mettersi una tenuta da esterno, per uscire il prima possibile, per non perdersi neanche un grammo di vitamina D… Chissà per quanto sarebbe durato il bel tempo, chissà quando sarebbe tornato!!!

Arran

2. L’aperitivo

Ah…aperitivo italiano, quanto mi sei mancato. Potrà sembrare una cosa superficiale ma l’aperitivo con cibo gratis che abbiamo in patria è un elemento invidiabile della famosa Bella Vita italiana, che gli scozzesi amano e elogiano sempre…e per quanto possa essere buona e dissetante una pint di birra, non avere neanche un piccolo piattino di patatine o noccioline gratis è veramente triste.

3. I boschi

Si, anche in Scozia ci sono i boschi, ma mentre in Italia ho un bosco a 10 minuti di cammino da casa, qui bisogna prendere la macchina e spostarsi per un po’ prima di trovare un bel percorso da fare tra gli alberi.

4. Guidare dalla parte giusta

Anche se quest’anno andavo al lavoro in macchina, e ho guidato varie volte, sicuramente non mi sentivo a mio agio come invece mi sento in Italia, dove ogni rotonda NON è motivo di angoscia.

5. Amici e famiglia

Anche se qui ho trovato i miei amici, parlare e confidarsi nella propria lingua con gli amici è sempre più spontaneo e comodo. Inoltre è bello essere presente a lauree, compleanni, battesimi, e cresime, vedendo crescere i cugini e essendoci nei momenti importanti delle amiche o dei parenti.

Spero che questa lista disimpegnata e leggera vi abbia distratto un po’ dalla quarantena… Io trascorrero’ la serata guardando la terza stagione di “The Crown”.

Buona serata!

C.

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